Banner

Sabato 19 Maggio 2012

Ultima modifica:01:36:18 PM GMT

Tu sei qui: Calabria Calabria Addio, cara "tredicesima" chissà quando ti rivedrò!

Addio, cara "tredicesima" chissà quando ti rivedrò!

E-mail Stampa PDF

L’allarme lo avevamo lanciato esattemente  dodici giorni fa quando parlammo di rischio concreto legato alla mancata corresponsione della tredicesima mensilità per i circa 3mila dipendenti regionali. Un allarme motivato e documentato perfino da una circolare del 24 ottobre scorso a firma del dirigente del Servizio, Umberto Giordano e della dirigente di Settore, Rosaria Guzzo e indirizzata al dirigente generale del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria, Anna Tavano, al dirigente generale del Dipartimento al Lavoro, Bruno Calvetta,  e per conoscenza, all’assessore al Bilancio ed alla Programmazione, Giacomo Mancini di cui abbiamo riportato alcuni passaggi significativi e nella quale si ipotizzava la possibilità di tagliare la tredicesima mensilità per non sforare il Patto di stabilità imposto dall’alto. Una notizia del tutto nuova che in poche ore aveva fatto il giro della Calabria creando lo sconpiglio generale tra i dipendenti regionali che tuttavia avevano atteso in silenzio una conferma ufficiale per nulla gradita. Oggi, possiamo dire che la sgardita conferma è arrivata e che la tredicesima non sarà corrisposta, come da consuetudine, insieme alla mensilità di dicembre, ma slitterà al prossimo anno  (a gennaio o a febbraio o magari più avanti?). E se così è - fatta esclusione per colpi di scena da ultimo minuto - ci troviamo di fronte ad un precedente storico per la Regione Calabria che apre scenari poco rassicuranti per l’ente ma soprattutto per l’inviolabilità dei contratti pubblici. Insomma, accade qualcosa di veramente impensabile, qualcosa che fino a poco tempo sembrava una barzelletta e che invece oggi fa tremare i polsi a tutti, nessuno escluso. Perchè, se il dipendente pubblico fino ad ora ha visto risucchiare lentamente il poter d’acquisto del proprio reddito, che ha comportato la fatica di arrivare alla quarta settimana, ora deve iniziare a temere per la propria stabilità, e chissà, domani anche per il proprio posto di lavoro. Basta guardare i paesi in cui la crisi economica è scoppiata nelle forme più accese per farsi un’idea di quanto potrebbe accadere. In questo scenario a tinte fosche dove alla crisi italiana in corso si aggiunge come un macigno quella di una regione ingessata, sarà il mercato a pagarne le conseguenze. Circolerà meno moneta, le spese natalizie saranno ridotte, la rata dei mutui in corso sarà messa a dura prova e l’imput al commercio non arriverà come negli anni passati. Come dicono gli americani d’accordo con Obama, la crisi si aggredisce con la spesa e non solo con i tagli. Ma di questo, Obama e i profeti del liberismo, dovrebbero parlarne con Monti e compagnia. E’ inaccettabile, dunque, che siano stati già belli e pagati, lo scorso novembre, gli obiettivi raggiunti dell’anno in corso ai dirigenti di Servizio e di Settore e ai direttori generali nell’ordine delle seguenti cifre. Ai dirigenti di Servizio, 23mila euro, ai dirigenti di Settore, 40mila e ai direttori generali, 80mila euro. Cifre da capogiro che, se buttate nel calderone del sacrificio qualche mese fa, avrebbero potuto attutuire il trauma dei dipendenti regionali. Oggi, invece, assistiamo all’ennesimo passo falso di una regione che viaggia a marce ridotte e che invece di avviare una politica della giustizia sociale dà la precedenza a chi  sta meglio penalizzando la maggior parte dei lavoratori. Ma una prima reazione si registra. Questa mattina una delegazione di Rsu della Regione Calabria si recherà nella sede dall’assessore al Bilancio, Giacomo Mancini, in via Massara, per avere spiegazioni in merito. E chissà questo assessore dal cognome così importante cosa saprà dire