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Sabato 19 Maggio 2012

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Truffa da 8 milioni di euro Quattro arresti e 23 denunce

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Quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, 23 persone denunciate e beni sequestrati per un valore di oltre 8 milioni e mezzo di euro. E’ il bilancio di una complessa operazione, denominata "Ghost chicken", portata a termine dal Gruppo tutela finanza pubblica del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Reggio Calabria sotto il coordinamento della procura di Palmi. L’accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso e frode fiscale, perpetrati attraverso un articolato e complesso sistema di frode che ha portato all’indebita percezione di fondi comunitari e regionali per 8,5 milioni di euro destinati a finanziare l’intera filiera dell’allevamento e della vendita di polli da carne, in realtà mai realizzate. Le persone arrestate sono Alessandro Mallamace , 49 anni, rappresentante legale della cooperativa Aulinas e della Avicola sud entrambe con sede a San Ferdinando, nel reggino, e Francesco Suraci di 43, titolare dell’omonima ditta individuale con sede a ViboValentia; i fratelli Antonino e Paolo Carriago , di 35 e 31 anni, titolari delle omonime ditte individuali aventi sede a Reggio Calabria, tutte operanti nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame. Per tutti l’accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso e frode fiscale, perpetrati attraverso un articolato e complesso sistema di frode promosso, secondo l’accusa, da Mallamace e da Surace, e attuato grazie al concorso dei fratelli Carriago e di altre 23 persone. Contestualmente sono stati sequestrati agli arrestati ed agli indagati beni immobili e conti correnti per un valore complessivo di 8,5 milioni di euro, pari alle risorse pubbliche indebitamente percepite. Il particolare sistema di frode si sarebbe articolato in diverse fasi, a partire dalla costituzione del partenariato "pollo da carne", un organo collegiale costituito dalle imprese coinvolte nell’attività illecita e avente finalità di carattere collettivo, tra cui l’accesso ai finanziamenti pubblici destinati allo specifico settore. Il partenariato ha presentatol’istanza di ammissione ai contributi pubblici, proponendo il Piano integrato di filiera (Pif), strumento, in linea generale, ritenuto idoneo dalla Regione ad attuare il Por Calabria. Secondo gli inquirenti, il Pif "pollo da carne" è stato solamente un programma formale, presentato alla Regione per ottenere i contributi comunitari, non trovando la minima realizzazione secondo gli obiettivi e gli scopi in esso espressi. Nell’ordinanza si evidenzia che l’attività delpartenariato è stata regolata dal contratto di "soccida", avente ad oggetto l’allevamento di polli da carne, stipulato da Antonino e Paolo Carriago, Alessandro Mallamace e Francesco Suraci. Ma le indagini hanno rivelato che nessuno dei contraenti ha adempiuto alle proprie obbligazioni, sicché ilcontratto di soccida ha solo avuto la funzione di documentare alla Regione la regolare esecuzione delle attività finanziate, in realtà non eseguite. Gli indagati sarebbero anche responsabili di formazione e utilizzazione di documenti  falsi. Il progetto di finanziamento Por Calabria 2000-2006, prevedeva, infatti, la corresponsione di contributi nella misura del 45 per cento delle spese sostenute, ma dalle indagini sarebbe emersa la falsità della documentazione di spesa presentata alla Regione Calabria, da parte degli allevatori del partenariato, ammessi ai benefici comunitari. In particolare sisarebbero rivelate false le fatture di acquisto di beni e servizi, prevalentemente aventi a oggetto prestazioni di natura edile, forniture e installazioni di impianti, in realtà non avvenute o eseguite solo in parte. Attraverso gli artifici e i raggiri posti in essere, dunque, gli indagati avrebbero indebitamente ottenutocontributi tratti dai fondi Por Calabria per oltre 8,5 milionidi euro.