Un raggiro studiato e articolato che - secondo quanto appurato dagli investigatori - avrebbe permesso ad alcuni braccianti agricoli di consumare una truffa bella e buona ai danni dell?istituto nazionale di previdenza sociale. I carabinieri delal stazione di Maierato, centro della provincia di Vibo Valentia, hanno infatti denunciato un imprenditore agricolo, F. R. e altri trentuno braccianti per truffa ai danni dell’Inps. Le indagini dei carabinieri - secondo quanto reso noto dagli stessi investigatori - hanno accertato che per mesi, grazie alla complicità di un imprenditore agricolo di Maierato, 21 braccianti avevano truffato l’Inps facendo figurare lo svolgimento di
decine di giornate lavorative nei terreni della zona.
Dalle indagini dei militari dell’Arma è emerso che non solo i braccianti avessero fatto tutt’altro che lavorare per F. R., ma, addirittura, i terreni in cui avrebbero prestato la propria opera non erano nemmeno di proprietà dell’imprenditore. A scoprire la maxi truffa, costata all’erario oltre 220mila euro, sono stati i carabinieri della Stazione di Maierato unitamente al personale dell’istituto di previdenza sociale. Gli investigatori vibonesi hanno esaminato decine di richieste per il pagamento delle giornate agricole scoprendo come in trentuno casi le richieste non fossero che una vera e propria truffa.
Per tutti è così scattata la denuncia alla locale procura della Repubblica con l’accusa di truffa aggravata e continuata e falsità in scrittura privata. Contemporaneamente sono anche state anche avviate le procedure per la restituzione di quanto indebitamente percepito. Non è la prima volta che gli uomini dell’Arma della Compagnia carabinieri di Vibo Valentia scoprono una maxi truffa ai danni dell’erario, un fenomeno purtroppo diffuso e difficile da estirpare. Un fenomeno che gli investigatori calabresi continueranno a contrastare.





