Vertenza Phonemedia Ultimo accorato appello
Si avvicina inesorabilmente la fatidica scadenza di quella piccola certezza strappata dopo mesi di lotte della cassa integrazione in deroga. Ultimo atto di una vicenda amara che da dicembre avrà un finale scontato: la disoccupazione. Ecco l’accorato appello dei lavoratori (ormai ex) dei call-center catanzaresi indirizzato al presidente della Repubblica Napolitano e al nuovo governo tecnico Monti. «Dopo la vile truffa Phonemedia subita da
quasi 7mila ex-dipendenti italiani grazie alle audaci battaglie di noi lavoratori (sempre affiancati dalla Cgil), si è riusciti ad ottenere quasi 2 anni di sostegno al reddito. Sicuramente uno strumento utile alla sopravvivenza dei lavoratori e relative famiglie. Ma in questi lunghi 2 anni non ci siamo mai stancati di ripetere che NON era l’assistenzialismo dello Stato quello che reclamavamo, bensì che il nostro diritto al lavoro, al reddito, venisse riscattato e garantito. Abbiamo sempre usufruito di questo sostegno al reddito con riconoscenza e consapevolezza, ma in ogni momento di questi quasi 2 anni avremmo preferito che tutti questi soldi fossero stati meglio utilizzati investendoli in prospettive di reale ricollocazione nel mondo del lavoro. Lo abbiamo urlato in ogni iniziativa messa in campo che il vero sostegno che il governo dovrebbe attuare nei confronti di lavoratori truffati dalla propria azienda non è il premio di consolazione a tempo determinato (la cassa integrazione) ma un progetto serio e concreto in termini di RICOLLOCAZIONE. Tutte parole al vento. Addirittura a Catanzaro, a differenza delle altre sedi nemmeno i corsi di formazione e riqualificazione professionale sono stati avviati a pieno titolo e fatti frequentare ai lavoratori. Altri soldi buttati! Ci è sempre stato detto che per il governo del momento, centrale e locale, era un momento critico, e che di certo non avrebbero messo la nostra vicenda tra i primi punti dell’ordine del giorno, dati i gravi problemi che opprimono il Paese. Come se la nostra vicenda non fosse uno di questi… E nel frattempo ne sono successe di cose ... Ma anche questa non è una giustificazione, perché nel contempo aziende ’salvate’ ce ne sono state, così come aziende annientate del tutto. Ora, che da pochissimo tempo è stato formato il “governo tecnico”, noi siamo ancora qui. E di certo non ci aspettiamo i miracoli, ma almeno che il problema venga analizzato e affrontato da chi di competenza. Certo è che, dopo le esperienze precedenti, anche solo sul fatto che ci venga data la giusta considerazione, avanziamo seri dubbi. Si stanno ancora nominando i vari ministri e funzionari. E a noi invece a giorni verrà proclamata la nostra morte. Chi fa giuramento aggiudicandosi stipendi a 5-6 cifre, e chi perderà anche quelle poche centinaia di euro insufficienti anche alla sola sopravvivenza. Ma fino alla fine non vogliamo morire in silenzio, e un ultimo appello alle nuove Istituzioni lo vogliamo lanciare. Illustrissimi Presidente dello Stato Giorgio Napolitano, Presidente del Consiglio Mario Monti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero ci rivolgiamo a voi, e ci aspettiamo che questo nuovo governo voglia cominciare la sua attività di amministrazione del Paese facendosi carico delle situazioni più torturate e meno tutelate e considerate dalle amministrazioni precedenti. Iniziate dando il buon esempio che la ripresa e la ricrescita del Paese partono proprio dal LAVORO e dai LAVORATORI. Cominciate la vostra opera cercando di ridare un senso ad anni di ammortizzatori sociali e di sostegni al reddito. In fondo, se non si crea l’economia attraverso il reddito dei lavoratori non ci sarà nessun prestito, nessun taglio che possa far tornare a girare l’economia nel giusto verso. Dateci un segnale di reale volontà di curare gli interessi di questo Paese. Non conformatevi a tutta la classe politica italiana che negli ultimi decenni non ha saputo far altro che speculare a nostre spese. Cominciate anche da noi».





