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Monday, 06 September 2010

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L'intervento

Davvero vogliamo una scuola come questa?

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Un nuovo anno scolastico è iniziato, almeno per noi insegnanti che al 1° settembre abbiamo la fortuna di rientrare in servizio, e purtroppo le novità che il governo ci riserva sono sempre più sfavorevoli all’interesse degli alunni. La pubblica istruzione è ormai diventato un ramo della politica da penalizzare in tutti i sensi. Ma la cosa nuova di quest’anno ha veramente dell’incredibile. I tagli al personale della scuola ammontano complessivamente a 131.900 posti di lavoro. Di questi, 87.400 sono cattedre e i restanti 44.500 sono posti di lavoro del personale Ata (sigla che sta per amministrativo, tecnico. ausiliario). I dati sono contenuti nella relazione tecnica allegata al decreto legge 112/2008 (convertito con legge 133/2008) e sono allegati anche al Piano programmatico varato dal ministro Gelmini. Cosa significa tutto ciò in termini pratici è presto detto: le assegnazioni agli istituti del personale a.t.a sono notevolmente diminuite per cui le strutture scolastiche non avranno neanche un collaboratore scolastico ( bidello) che si occupi della vigilanza degli alunni, della pulizia dei locali, dei rapporti con il pubblico.Conseguenza naturale è che il dirigente scolastico deve predisporre un orario tale che copra tutti i plessi scolastici ma non in tutte le ore di attività; dunque ci saranno ore in cui le insegnanti saranno costrette a fare lezione, andare ad aprire la porta, rispondere al telefono, gestire i rapporti con famiglie e quant’altro mentre gli alunni aspettano di ricominciare la lezione là dove è stata interrotta ed intanto restano incontrollati in classe. Pensiamo a quelle sezioni di scuola dell’infanzia con bambini dai 2 anni e mezzo ai 5 che chiedono di andare in bagno e questo potrebbe accadere mentre il resto della classe sta facendo attività e magari squilla il telefono o suonano alla porta. A questo punto ci chiediamo ma il Diritto allo studio dove andrà a finire? È facile riempirsi la bocca di " Diritti dei bambini e delle bambine...Dichiarazione universale...Interessi superiori dei minori... " ma poi lo Stato che deve garantire tutto questo che fa? E la didattica, la qualità dell’insegnamento, i risultati in termini di apprendimento degli allievi? E soprattutto può un insegnante svolgere mansioni che non gli competono poiché le direttive politiche tendono ad effettuare tagli di questa portata sulla Pubblica istruzione? Vero è che la responsabilità civile extracontrattuale dell’Amministrazione scolastica per fatti imputabili ai propri dipendenti attiene, da un lato, all’omissione rispetto all’obbligo di vigilanza sugli alunni minori ( ex art. 2047 - 2048 c.c.) e, dall’altro, all’omissione rispetto agli obblighi organizzativi e di controllo e di custodia ( ex art. 2043 e 2051 c.c.) e allora? Quando nello stesso tempo lo Stato emana tali provvedimenti non dovrebbe pensare innanzitutto a mantenersi nei termine della legittimità dell’atto e della costituzionalità? Sono interrogativi che noi insegnanti sottoponiamo all’opinione pubblica e a tutte le famiglie che affidano i loro figli a personale qualificato che opera per la crescita culturale, morale e psicologica dei ragazzi. Questa sarà la scuola del futuro? Un luogo solo di babysitteraggio ed intrattenimento? Mi pare che non sia per nulla rispettata....l’Art. 3 della Dichiarazione dei diritti dell’infanzia. Che recita: In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente: 1. Gli Stati parti si impegnano ad assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere, in considerazione dei diritti e dei doveri dei suoi genitori, dei suoi tutori o di altre persone che hanno la sua responsabilità legale, e a tal fine essi adottano tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi appropriati. 2. Gli Stati parti vigilano affinché il funzionamento delle istituzioni, servizi e istituti che hanno la responsabilità dei fanciulli e che provvedono alla loro protezione sia conforme alle norme stabilite dalle autorità competenti in particolare nell’ambito della sicurezza e della salute e per quanto riguarda il numero e la competenza del loro personale nonché l’esistenza di un adeguato controllo.

di Angela Rotella

Responsabile comunicazione Ic Catanzaro est

Perché non si deve chiudere il Santuario

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Non c’è nulla che possa legare il sentimento religioso alla ’ndrangheta; un luogo sacro alla ritualità mafiosa:  Polsi è uno dei luoghi simbolo della Calabria. Uno di quei santuari da dove giustamente si guarda alla realtà della nostra terra, che non riesce a risolvere i suoi problemi, che non riesce a decollare socialmente ed economicamente, che soffre ancora della piaga dell’emigrazione dei suoi figli migliori, che non riesce a togliersi di dosso l’immagine di terra del male, dell’illegalità, della violenza, della sopraffazione. Questa nostra terra, che i suoi stessi figli stanno infangando con il crimine, stanno umiliando con l’illegalità, stanno frenando nel desiderio di crescita con la violenza e i soprusi. questa nostra terra violata e profanata anche su ciò che di più sacro aveva e custodiva, come preziosa eredità del passato: la fede e la devozione tramandate dai padri, i suoi luoghi sacri, le sue devozioni.  Questa nostra terra, che i suoi stessi figli stanno infangando con il crimine, stanno umiliando con l’illegalità, stanno frenando nel desiderio di crescita con la violenza e i soprusi; questa nostra terra violata e profanata anche su ciò che di più sacro essa aveva e custodiva, come preziosa eredità del passato: la fede e la devozione tramandate dai padri, i suoi luoghi sacri, le sue devozioni. In questo Santuario si è consumata l’espressione più terribile della profanazione del sacro ed è stato fatto l’insulto più violento alla nostra fede e alla tradizione religiosa dei nostri padri. Polsi, luogo di fede sofferta e di speranze inespresse; Polsi luogo di pietà semplice e devota; Polsi scuola di religiosità semplice ed umile, è diventato luogo violato e profanato da conterranei e fratelli di fede, che hanno tradito la fede vera, pretendendo assurdamente di ricevere dalla Vergine Maria la benedizione sui loro patti illegali, sui loro progetti non certamente a favore della vita,sulla spartizione di un potere ingiusto. Dopo che le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso le inconfutabili immagini di raduni illegali in luogo santo da parte di chi ha inteso fare un cattivo uso di esso con la pretesa di dare un fondamento religioso alle loro attività illegali, oggi gliocchi sono rivolti su di noi, aspettando da questo mio discorso una forte ed energica presa di posizione.C’è forse attesa di che cosa dirà il Vescovo. Ci si chiede se si ripeteranno ancora raduni illegali accanto alle manifestazioni di fede. La storia di Polsi la fanno ogni anno coloro che affrontano di notte il viaggio a piedi o sui camion e giungono qui tra canti e suoni, per esprimere la gioia di incontrare ancora la Madonna e riporre in lei la speranza che nutrono nell’animo di poter superare o almeno sopportare le difficoltà della vita. Se altri vengono qui con l’illusione di poter dare un significato religioso alle loro attività illegali, che nulla hanno da condividere con la nostra fede cristiana, o a trasmettere poteri che sono espressione non dell’amore di Dio,è un problema loro e non nostro: questo sia chiaro una volta per sempre. La Chiesa ha parlato con estrema chiarezza e lo afferma nuovamente in questo momento in forma solenne: non c’è alcuna cosa che ci lega, cari fratelli che avete scelto la strada dell’illegalità per costruirvi la vita, le vostre ricchezze, il vostro potere, il vostro onore.I nostri cammini non si congiungono a Polsi, semai si dividono ancora di più, si distanziano maggiormente, anche se in noi credenti rimane la nostalgia di avere anche voi come fratelli di fede, che dinanzi all’immagine della Verginepossano sentire l’invito di Gesù alla conversione. La Chiesa, come madre amorosa, vi allarga le braccia e vi invita alla conversione, dichiarandovi che anche per voi c’è  la misericordia benevola di Gesù Cristo, che è morto per tutti sulla croce. La Chiesa è forse l’unica istituzione che crede nella vostra conversione. Nella società’ generalmente c’è solo la speranza di vedervi in carcere; la Chiesa va oltre, vuole il cambiamento della vostra vita. A noi in questo momento rimane il rammarico e la nostalgia di non poter stare uniti a voi dinanzi all’immagine della Madonna e poter pregare assieme. Noi speriamo sempre che un giorno ciò potrà  accadere, se voi lo vorrete e deciderete di cambiare indirizzo della vostra vita.Festeggeremo assieme la Madonna della montagna come la Madonna della conversione. A Polsi l’unico potere che si trasmette è la forza della fede che passa di padre in figlio. Non mi lascio suggestionare da inviti a compiere gesti plateali, utili solo a costruirmi sui media nazionali e internazionali l’effimera immagine dil ottatore e salvatore, immagine ahimè della durata di un solo giorno, ma che non costruisce nulla di positivo. Come Vescovo non mi sento, miei cari fedeli, come mi è stato chiesto direttamente e indirettamente in questi giorni sulla stampa, di interrompere questa vostra tradizione di fede, di chiudere il Santuario, di proibire la processione; per dire e dimostrare che cosa? Che chiudiamo questo santuario perché qui alcuni compiono azioni illegali e sanciscono patti di morte? Dovrei umiliare la vostra fede e la vostra devozione, carissimi fratelli qui presenti, per dire all’Italia che la Chiesa prende provvedimenti? Contro chi? Contro la vostra fede sincera?Contro la vostra devozione? Contro la vostra speranza? No, non lo farò mai; tradirei la mia missione di Vescovo e di guida religiosa; umilierei tutti voi, dei quali ogni anno constato la devozione mentre sfilatedinanzi alla Vergine; vedendovi piangere dinanzi ad essa e raccogliendo insieme agli altri sacerdoti le vostre confidenze nelle confessioni. La piaga dell’usura e della droga è una delle espressioni della ricerca del benessere fuori di ogni regola morale. Noi questa sera dobbiamo chiedere perdono a Dio per il fatto che queste piaghe sono presenti sul nostro territorio. Dobbiamo chiedere perdono a Dio per tanti giovani distrutti dalla droga, per le lacrime di tante mamme che piangono per i loro figli finiti nella droga; per la sofferenza di tanta gente strozzata da interessi ingiusti che non possono pagare. L’egoismo è alla base di tante forme di violenze. Noi questasera dobbiamo chiedere perdono a Dio per tutte le volte che abbiamo cercato il nostro tornaconto e il bene individuale, senza badare al bene comune; se abbiamo cercato l’interesse personale a discapito degli interessi della collettività, anche nelle forme più semplici. La mancanza di rispetto dell’altro, della sua dignità e della sua libertà porta spesso a gesti inconsulti di violenza: omicidi, intimidazioni, attentati, schiavizzazioni anche all’interno delle famiglie sono altri mali oscuri della nostra terra, dei quali dobbiamochiedere perdono e ravvederci, creando così un clima di serenità e di vivibilità nei luoghi ove dimoriamo. No alla sopportazione dell’illegalità, della nostra mancanza di coraggio nel denunciare il male, lasciandolo così prosperare.

di Mons. Fiorino Morosini

Vescovo di Locri

Contrastare le frodi, tutelare la qualità

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Nell’incontro al ministero delle Politiche agricole sulla crisi del pomodoro da industria, divenuta una priorità nazionale per il settore primario, è emerso con chiarezza che una parte dei trasformatori non intendono rispettare gli impegni assunti con la sottoscrizione dell’accordo interprofessionale e dei contratti. Ci si trova davanti ad una programmazione non realistica della trasformazione, con il rischio di mettere in crisi una filiera economicamente e strutturalmente strategica per molte aree del Paese, generando disaffezione nei produttori agricoli. Il prossimo anno cambierà il regime di pagamento degli aiuti ed è quindi probabile che le scelte dei produttori saranno conseguenti agli esiti di questa campagna. Ma occorrerà fare in modo che i comportamenti del sistema industriale non condizionino l’erogazione dell’aiuto accoppiato, eliminando i limiti sulla produzione minima consegnata attualmente in vigore. Plaudiamo  all’impegno del Ministro Galan, che ha dimostrato tutta la sua attenzione al problema, facendo inserire nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri interventi per il settore e le questioni relative alle problematiche della normativa sull’etichettatura. Anche l’impegno della task force (la cui prossima riunione, il 2 settembre, vedrà il coinvolgimento del ministero della Sanità) voluta da Galan per tutelare la qualità del pomodoro italiano e contrastare le frodi sta dando i primi risultati positivi.

di Federicho Vecchioni

Presidente Confagricoltura

Bisogna liberare Corigliano dalla cricca

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È davvero incredibile che il sindaco di Corigliano Calabro Pasqualina Straface, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa per i suoi presunti stabili collegamenti con la criminalità organizzata, resti ancora al proprio posto. Dall’inchiesta "Santa Tecla" della Dda emerge un quadro davvero inquietante. Un quadro che evidenzia gli intrecci tra amministratori pubblici, politici, imprenditori, professionisti e criminalità, finalizzati all’accaparramento illecito dei soldi pubblici e al controllo del voto. Lo stesso scenario sul quale io stesso, da magistrato, avevo indagato - in particolare sull’erogazione di contributi europei per l’agricoltura -, e nel quale un ruolo di primo piano aveva la "cricca" di riferimento del sindaco Straface. Bisogna liberare Corigliano da questa cappa politico-mafiosa che controlla l’economia del territorio, il lavoro e il voto e ripristinare le più elementari regole della democrazia.
Di fronte all’arroganza di una classe politica che crede di potere far finta di nulla, il governo deve intervenire con l’accesso agli atti dell’amministrazione, per verificare il livello di infiltrazione della criminalità e procedere, se necessario, allo scioglimento del Consiglio comunale.

di Luigi De Magistris

Europarlamentare Italia dei valori

Amministrative: sperimentare il Nuovo Ulivo

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La formula del nuovo Ulivo può sicuramente risultare vincente nel nostro Paese non solo per le elezioni politiche ma anche per quelle amministrative. A livello locale, infatti, un nuovo Ulivo, allargato a tutte quelle forze politiche e civiche interessate a dare forza e reale dignità al territorio, permetterebbe di coagulare coalizioni solide e attente alle esigenze locali attraverso programmi e, attorno a questi, di far emergere personalità in grado di raccogliere il massimo del consenso e quindi vincere. Un

Mobilitarsi per cambiare la legge elettorale

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Invito la società civile calabrese a mobilitarsi e scendere in campo per sostenere l’iniziativa di molti studiosi e politici di diversi schieramenti, che hanno sottoscritto un appello bipartisan per il ritorno all’uninominale, per ridare un potere di scelta ai cittadini. Per la modifica della legge elettorale ci saranno una serie di iniziative e banchetti per la raccolta delle firme, auspico che la Calabria sia protagonista di questa iniziativa di democrazia, libertà, contro le oligarchie dei partiti che decidono le elezioni di deputati e sentori e, di fatto, il controllo del Parlamento. La Calabra, più di ogni altra regione, colpita al cuore dalla ‘ndrangheta, al centro di clamorose inchieste su mafia e politica, che rischiano di

Un risveglio delle forze sane della società

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La Cgil della Calabria esprime solidarietà e vicinanza umana al Procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro e all’intera magistratura reggina per il vile atto intimidatorio di puro stampo ’ndranghetista di cui è stato fatto oggetto la scorsa notte. Ancora una volta con efferata violenza la ’ndrangheta reagisce per bloccare l’azione intelligente e determinata portata avanti con sacrificio e pericolo da un pool di Magistrati che negli ultimi anni, specialmente nella provincia di Reggio Calabria, è riuscito a infliggere colpi pesantissimi alla criminalità

Impegno fermo per la difesa dei nostri prodotti

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Giudico sensate e motivate le affermazioni rilasciate dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori. ("Alle aziende che coltivano i pomodori dico che non le lasceremo sole - ha detto Salvadori -, ma mi rivolgo anche alla grande distribuzione e alle aziende toscane di trasformazione: a questi soggetti, con i quali avrò incontri a breve, dico di non cedere alla logica del prezzo stracciato a scapito della qualità comprando i pomodori cinesi". Le questioni che ha sollevato sono all’ordine del

Solidarietà OK ma bisogna indagare bene

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Le solidarietà vanno bene, ma si corre il rischio di fare da cassa di risonanza ai gesti di chi - regista occulto o mitomane - con un fax, un sms o una busta sigillata contenente polvere bianca o proiettili ritiene di poter modificare gli equilibri politici o condizionare la vita delle amministrazioni. Bisognerebbe chiedersi, con grande serietà, a chi giova il polverone che puntualmente si leva quando si verificano episodi di minacce o intimidazioni contro pubblici amministratori. Una cosa è certa: i problemi della gente, di una città o di una regione, in questi casi passano in secondo piano e l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra sul gesto intimidatorio. Andando di questo passo, chiunque, utilizzando i

Contaminazioni tra le sponde del Mediterraneo

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Il riconoscimento assegnato dall’Uunesco relativo alla alimentazione mediterranea come patrimonio immateriale dell’umanità è di grandissima importanza. Suggella il valoredelle nostre principali produzioni (olio di oliva, ortofrutta, pasta, pane) a livello mondiale e incoraggia la civiltà dell’incontro e del dialogo fra i Paesi delle due sponde attraverso le matrici comuni e le reciproche contaminazioni della storia alimentare nel "mare nostrum". E’ premiato cosi l’impegno comune delle rappresentanze

Agricoltura patrimonio immateriale

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Il parere favorevole del Comitato tecnico dell’Unesco riguardo alla Dieta Mediterranea quale patrimonio immateriale dell’umanità rappresenta per l’agricoltura del Mediterraneo un riconoscimento di grande prestigio. Ritengo ci siano tutti i presupposti affinché anche il Comitato Esecutivo, che si riunirà a novembre e di cui l’Italia è membro, dia parere favorevole. Il mio ringraziamento va a quanti, nel Ministero, hanno continuato a credere nell’alto valore della Dieta Mediterranea anche dopo la sua bocciatura, riscrivendone interamente la candidatura secondo quanto richiesto dall’Unesco. Per il nostro Paese e per i nostri agricoltori questo primo sì è uno straordinario successo. E’ positiva la

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