ROMA - È sempre più evidente la spaccatura tra Lega e Pdl e il leader storico lumbard Umberto Bossi approfitta dell’intervista concessa da Silvio Berlusconi al Financial Times (con l’annuncio che non si ricandideràè alle elezioni) per attaccare ancora una volta l’ex Presidente del Consiglio, reo di tenere in vita il governo tecnico di Mario Monti. «Se si ritira il problema è risolto. Anche noi dovremo renderci conto della necessità di trovare un’altra strada. Meglio, così diventeremo il partito di maggioranza assoluto del Nord». Il Senatùr, a margine del Parlamento del Nord a Sarego, commentando l’intervista al Financial Times, a proposito del fatto che Berlusconi ha di fatto incoronato Angelino Alfano come suo erede, ha chiosato: «Bene. Vediamo cosa proporrà».
Intanto il leader del Carroccio ammette anche le tensioni nel suo partito, ma assicura che «non ci sarà una spaccatura». «Abbiamo sempre evitato da Miglio in poi le correnti, perché ci farebbero diventare un partito come gli altri». E sul sindaco di Verona non ha dubbi: «Non mi pare che Tosi possa presentare una lista civica con il suo nome. Sarebbe danneggiare la Lega». E per quel che riguarda il nuovo esecutivo spiega che «non c’è al momento possibilità di dialogo».
La norma sulla responsabilità civile dei magistrati secondo Umberto Bossi «è una vittoria della Lega, una norma che in qualche modo andava fatta. Nel Pdl l’hanno votata in parecchi. Non so adesso cosa faranno».
A testimonianza del fatto che Bossi non è solo a contestare Berlusconi, e a a rincarare la dose contro l’ex alleato, ci pensa Roberto Maroni, confermando che la Lega Nord correrà da sola come «è stato deciso ieri in consiglio direttivo. Oggi - ha aggiunto - si riunirà il direttivo della Liga Veneta per valutare in merito».
Nel suo colloquio con gli inviati del Financial Times a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha dett: «Credo che se fossi rimasto in carica avrei danneggiato il Paese e avrei avuto campagne stampa ancora più terribili».
L’ex premier dice che il suo addio è stato una conseguenza di «un’ossessiva campagna stampa dei media nazionali e internazionali che hanno incolpato me personalmente e il mio governo per l’impennata dello spread italiano e il crollo della Borsa». L’ex premier ha poi confermato l’intenzione di lasciare la prima linea della politica. «Mi sono fatto da parte, anche nel mio partito», dichiara. Conversando con i corrispondenti del quotidiano londinese nella residenza romana di palazzo Grazioli, il Cavaliere ha accettato di affrontare una serie di temi che spaziano dal «bunga bunga» ai giudici «di sinistra», fino alla sua ferma convinzione della necessità per l’Italia di sostenere profonde riforme politiche e giudiziarie. L’ex premier ha anche espresso il massimo sostegno dimostrato finora al governo tecnico di Mario Monti, soprattutto per quanto riguarda il progetto di riforma del lavoro.«La speranza è che questo governo, sostenuto per la prima volta dall’intero Parlamento, avrà l’opportunità di proporre grandi riforme strutturali».





